Book-crossing: le condivisioni che contano

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Leggere è andare incontro a qualcosa che sta per essere e ancora nessuno sa cosa sarà.

Italo Calvino vedeva i libri come piccoli dispensatori di avventure. In ognuno di essi c’è una storia che ci aspetta, sappiamo che è lì ma non la conosciamo finché non decidiamo di aprirli e aprirci a loro. Ancora nessuno sa cosa sarà quando sceglie un volume tra tanti in uno scaffale tra tanti. Talvolta può capitare, però, che sia il libro a scegliere il lettore. Lo attende su una panchina o un muretto, sul tavolino di un caffè o in una stazione, e lo sguardo della potenziale “vittima”, ignaro, lo incontra. C’è chi passa oltre e chi invece lo accoglie tra le mani, i due si osservano in un atto di silenziosa conoscenza che precede la sorpresa, la meraviglia di scoprire che uno sconosciuto abbia voluto donare un’opera a un casuale, fortunato lettore.

Sono poche le occasioni in cui si perde un libro per dimenticanza. Sempre più, invece, i partecipanti all’iniziativa del book-crossing, che affidano spontaneamente un proprio testo alle mani della casualità, nella speranza che arrivi alla persona giusta.

È, questa, una proposta che recentemente trova crescenti risposte e adesioni al fine di diffondere il piacere della lettura nei propri paesi e città. La tecnologia, inoltre, ha anche permesso, negli ultimi anni, di affinare tale attività. I doni letterari prescelti, difatti, possono contenere un codice identificativo che consente, attraverso l’utilizzo di un sito web apposito, di tracciarne e, di conseguenza, verificarne gli spostamenti. Il prezioso regalo passa di lettore in lettore, di luogo in luogo, in un viaggio straordinario fatto di nuove conoscenze e accoglienze, e l’intero itinerario può essere monitorato se, di volta in volta, chi trova l’opera letteraria esegue la prassi digitale per lasciare una sua traccia.

Quando si ha poco spazio nella propria libreria si può scegliere di regalare un libro, uno di quelli destinati a restare nel loro scaffale e a non essere aperti mai più, partecipando così al generoso progetto chiamato anche libri liberi.

Ma la creatività non finisce mai, soprattutto se si parla di letteratura, e la pratica raggiunge persino le stazioni lombarde di FerrovieNord di Cesano Maderno e Ceriano Laghetto Groane con espositori rispettivamente accanto alla biglietteria e presso la banchina al coperto. Sui treni delle fermate menzionate le persone potranno adesso scambiarsi delle letture anche in viaggio con l’iniziativa denominata Un treno di libri – Book-crossing, frutto della collaborazione tra l’Ufficio Scolastico di Monza e Brianza e la Consulta provinciale degli studenti d’intesa. Quest’ultima si impegna in un regolare ripristino dei volumi messi a disposizione dei passeggeri mentre l’Ufficio Scolastico di Monza si occuperà della cura e della manutenzione degli espositori.

La durata del progetto sarà in principio di sei mesi, dopodiché si spera in continui rinnovi dovuti al successo dell’idea e, soprattutto, al buonsenso dei viaggiatori, che saranno pienamente liberi di prendere e lasciare testi a proprio piacimento.

Vogliamo che le nostre stazioni diventino sempre più vive, dichiara il Presidente di FerrovieNord Andrea Gibelli. Non solo spazi di transito o di semplice arrivo e partenza, ma luoghi in grado di offrire una serie di servizi complementari al viaggio. Questa iniziativa del book-crossing va esattamente in questa direzione e può fornire un contributo anche in termini di sicurezza.

Il progetto procede alla velocità di un treno, d’ora in poi non soltanto metaforicamente, ed è un importante traguardo sul piano culturale e sociale in un’era dominata dalla tecnologia. Se comprare volumi cartacei può apparire dispendioso rispetto ai nuovi formati digitali, le soluzioni offerte in alternativa restano numerose. E la novità dei testi donati a passanti sconosciuti è indice di una passione immortale, congiunta ad altruismo e coraggio, perché offrire un proprio libro a un estraneo resta un atto audace per gli appassionati di lettura.

Book-crossing, secondo il Sindaco di Cesano Maurilio Longhin, significa condivisione di libri, significa leggere un libro e poi decidere di abbandonarlo, per permettere ad altri di leggerlo, di provare e condividere o meno le emozioni ricevute dalla sua lettura.

Cedere un proprio testo significa tentare una partecipazione, creare un piccolo legame non con una, ma forse con tante persone diverse se il gesto genera una reazione a catena facendo circolare il dono dopo averne usufruito.

In fondo, sono proprio queste le condivisioni che contano davvero, che ci arricchiscono e non ci ossessionano, fatte di emozioni e non di numeri.

*Foto in copertina di  Thomas Wightman©

Article by Giusy Gaudino

<p>Laureata in “Lingue, culture e letterature moderne europee” e inguaribile lettrice che ha recentemente scoperto una passione per gli horror e i thriller.<br /> Sogno nel cassetto: assurgere alla professione di traduttrice letteraria.</p> <p>“Non sappiamo quali saranno i giorni che cambieranno la nostra vita. Probabilmente è meglio così.” (Stephen King)</p>

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