Il Fatto

Berlusconi-Renzi, il ritorno: fantasia e maldicenza?

All’indomani dell’elezione dei Presidenti delle due Camere, su questo giornale ho parlato di una tela di Penelope che l’immortale Silvio Berlusconi sta tessendo da tempo – da prima della competizione elettorale – che rischia di essere il lenzuolo funebre di Laerte, padre di Ulisse, nel quale ha sin dall’inizio previsto di avvolgere gli odiati grillini.

La squallida scenetta svoltasi al Quirinale, con l’ex Cavaliere che a tutti i costi doveva dimostrare la centralità del suo ruolo tenendo al guinzaglio e mortificando il duo Salvini-Meloni, è soltanto un passaggio di quella tessitura di un disegno ben preciso: riaffermare la propria leadership, seppur perdente, ricercando a tutti i costi e in qualsiasi modo i voti mancanti al raggiungimento di una maggioranza da proporre – o meglio da imporre – al Capo dello Stato.

Si procederà, come del resto è consuetudine, con incarichi esplorativi agli esponenti delle due Camere, magari privilegiando Roberto Fico per dimostrare l’attenzione nei confronti di chi comunque rappresenta anche una forza politica che ha riportato un significativo risultato. L’obiettivo, però, sembra già essere scontato e Silvio Berlusconi, ben sostenuto dalle solite forze imprenditoriali e da chissà quali altri centri di potere, lascia che si concludano le danze per poi sferrare il colpo finale. Per carità, può darsi che la fantasia di chi scrive stia raggiungendo vette fiabesche, ma voci insistenti e diffuse in ambienti romani sembrano confermare questa ipotesi.

Chi se non l’altro protagonista del Patto del Nazareno potrebbe chiudere e ultimare quella tela dopo aver frantumato e distrutto il Partito Democratico riducendolo a percentuali negative storiche? Nel migliore – si fa per dire – dei casi, lo stesso perdente PD potrebbe confluire in quella maggioranza architettata dall’altro sconfitto in modo da dare subito un governo alla nazione, ottimo alibi, relegando i 5 Stelle all’opposizione. Fantasia? Può darsi, ma la storia recente ci ha riservato scenari che sembravano impossibili con alleanze e appoggi esterni da far rivoltare nella tomba gli statisti autentici distanti anni luce da una classe politica che mortifica ancora un grande Paese come il nostro.

Cosa farà il Presidente Mattarella? Si presterà come il suo predecessore a operazioni di Palazzo o sarà rispettoso il più possibile della volontà degli elettori? Per il momento, registriamo voci poco edificanti circa il futuro del Paese, le quali, se realistiche, allontaneranno ulteriormente i cittadini dalle istituzioni, convinti che il voto sia ormai completamente inutile o, al contrario, potrebbero indurre una consistente parte dell’elettorato a dare una maggioranza bulgara a quella forza politica che forse sta al gioco perverso proprio per questo.

La fantasia condita da un po’ di maldicenza, dunque, ci regalerà un film già visto oppure la caduta dell’altro ieri dal palco di Isernia è premonitrice di tutt’altra storia?

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