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Aperitivo al buio: vedere senza guardare, si può fare?

Chiudete la porta di casa, staccate ogni dispositivo dalla presa elettrica, poi accostate le tende e abbassate le tapparelle. Assicuratevi che nessuna luce interferisca con l’oscurità. Se necessario, chiudete persino gli occhi, poi provate a muovervi, fate un passo in avanti, un altro ancora, camminate, svolgete ogni mansione vi spetti, raggiungete il bagno per lavarvi o la cucina per fare uno spuntino. Ricostruite i vostri spazi normali di autonomia. Al buio, ovviamente.

È al buio, infatti, che ogni giorno, nel mondo, si muovono più di 285 milioni di persone, i cosiddetti disabili visivi, tra cui circa 39 milioni di non vedenti e 246 di ipovedenti. In particolare, in Italia, stando ai dati dell’ottobre 2017, circa 360mila sarebbero i ciechi e 1.5 milioni gli ipovedenti, con oltre il 60% di essi che supera i 50 anni. Sempre nel Bel Paese, inoltre, una stima prevede che tra il 2010 e il 2030 coloro che non vedono aumenteranno del 25%, soprattutto a causa dell’invecchiamento della popolazione. Numeri che, di certo, non possono lasciare indifferenti.

A tal proposito, diverse sono le organizzazioni che progettano campagne di sensibilizzazione e si occupano di persone con disabilità visiva, al fine di garantire loro una regolare quotidianità, un supporto nello svolgimento delle azioni più semplici e la conoscenza di una realtà molto spesso ignorata. Tra queste, l’Unione Nazionale Italiana Volontari pro Ciechi, che dal 1992 lavora sull’intero territorio nazionale in qualità di ONLUS. Grazie a oblazioni, contributi e proventi derivanti dalle attività messe su, infatti, l’U.N.I.Vo.C. offre sostegno a ipovedenti e non vedenti che vengono così guidati e aiutati nelle mansioni ordinarie e non solo.

I volontari dell’associazione, insieme ai ragazzi che ogni anno scelgono di dedicare alla causa il loro impegno di servizio civile, infatti, accompagnano e guidano nei gesti, come nelle attività più svariate, chi ne ha più bisogno. Andare a fare la spesa, passeggiare per le strade della città, chiacchierare, tenere compagnia a chi, spesso, è solo o anziano, e la lettura a domicilio sono soltanto alcuni esempi. Così come lo sono i campi scuola per bambini e ragazzi organizzati presso alcune strutture protette – dove lo sviluppo psicofisico del soggetto in crescita è maggiormente stimolato –, con l’obiettivo di promuovere capacità di orientamento e mobilità, acquisire una maggiore autonomia personale che consenta un regolare svolgimento delle azioni quotidiane, dalla cura e l’igiene all’organizzazione delle proprie cose, favorire la socializzazione fra coetanei, sviluppare le capacità di apprendimento attraverso il gioco e il potenziamento degli altri sensi, la comprensione delle norme e delle regole sociali, stimolare l’acquisizione di nuove conoscenze ed esperienze e rispondere alle esigenze della famiglia. Attività tutte che l’essere umano tende a imparare per imitazione e che, invece, intraprendono un via di apprendimento diversa, sicuramente più lunga, nelle persone con disabilità visiva.

Proprio per esemplificare questa strada talvolta impervia e sensibilizzare la collettività, dallo scorso 29 novembre, la sezione provinciale di Napoli dell’U.N.I.Vo.C. ha ideato un’esperienza del tutto nuova ma fortemente di impatto da proporre a chiunque abbia voglia di saperne di più, organizzando, in collaborazione con l’antico istituto Domenico Martuscelli, un percorso multisensoriale al buio. I visitatori, infatti, guidati da volontari non vedenti, affrontano stanze oscurate al fine di attraversare uno spazio che aiuti a ricostruire una qualsiasi giornata di una persona cieca o ipovedente che necessita di assolvere compiti di ordinaria amministrazione.

Suoni, rumori, odori, sapori, oggetti delle nostre città vengono fedelmente riprodotti per essere riconosciuti, provati, toccati, un film persino audio-descritto. Tutti i sensi, quindi, a esclusione della vista, vengono attivati e accentuati per imparare a sopravvivere a luce spenta.

Il prossimo appuntamento è previsto per venerdì 2 marzo in una variante del tutto nuova che prevede, oltre alla visita già collaudata, l’ascolto di musica live proposta da Alessandro Ruocco & Enzo Colursi, due giovani cantautori, e la consumazione di cocktail serviti da altri volontari non vedenti. La serata è scandita in due turni – il primo dalle 18 alle 19:30, dalle 19:30 alle 21 il secondo – e ha una quota partecipativa pari a 10 euro, con prenotazione obbligatoria ai numeri 08119915172 e 3407547659, per assicurarsi gli ultimi posti disponibili. Per maggiori informazioni, inoltre, è possibile consultare il sito www.univocdinapoli.org/percorso-multisensoriale-al-buio/.

Prendere parte a un’iniziativa di questa natura educativa e formativa rappresenta una crescita personale importante: attraverso la scoperta dei sensi abitualmente sottovalutati, gli ospiti riconosceranno gli oggetti del loro quotidiano, proveranno nuove sensazioni, si sorprenderanno nel percepire una realtà sotto una nuova dimensione.

Vedere senza guardare, dunque, si può fare?

Aperitivo al buio: vedere senza guardare, si può fare?
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