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“Al di là della seta” e il culto dei morti

Napoli è da sempre legata al culto dei morti, alle sue tradizioni e alle sue superstizioni. Una città dove grazie all’evento Al di là della seta, organizzato dall’Associazione Culturale Respiriamo Arte in collaborazione con Daniele Acerra e Chiara di Berbardo della compagnia teatrale La Caverna, sarà possibile immergersi in un vero e proprio viaggio nel tempo.

Esistono due realtà nel capoluogo campano, due facce della stessa medaglia: quella visibile che viviamo ogni giorno e quella invisibile, la città parallela sotterranea. Il regno del silenzio interrotto dalle preghiere, dai rituali, inizialmente dedicati a Mithra e ad altre divinità, poi sostituiti, in tempi più moderni, da quelli eseguiti da donne giovani e anziane con l’intento di tenere in vita un culto particolare: quello delle anime del Purgatorio o anime pezzentelle. È il momento in cui viene scelto e quindi “adottato” un teschio, che rappresenta appunto un’anima abbandonata nel Purgatorio, perché senza sepoltura, e in cui si instaura un rapporto molto stretto che prevede rituali specifici quali la lucidatura del cranio e altre cure. L’anima adottata, che potrà andare in Paradiso grazie alle attenzioni della persona, attraverso i sogni potrà comunicare con lei e renderle “alcuni servigi”.

L’evento si terrà martedì 31 ottobre, dalle ore 18, presso la Chiesa dell’Arte della Seta: il Complesso dedicato ai Santi Filippo e Giacomo costruito per volere della Corporazione dei Setaioli alla fine del XVI secolo e che dal 1758 conserva il suo aspetto, tipico del barocco napoletano. Lo spettacolo Al di là della seta vuole coinvolgere lo spettatore che si troverà ad ascoltare le anime che hanno vissuto nel complesso e che hanno dedicato la loro vita alla seta e alla sua arte; ombre inconsapevoli che racconteranno il proprio passato. Non ci saranno quinte, fondali o palcoscenico, soltanto la voce e il corpo degli attori che creerà quel contatto diretto tra il pubblico e lo spirito.

Per partecipare alla serata è previsto un contributo di sei euro, che andrà a finanziare la raccolta fondi per il progetto Chi ha orecchio intenda. Obiettivo della campagna di crowdfunding e dell’Associazione Respiriamo Arte, è quello di riaprire la Chiesetta di Santa Luciella che custodisce il teschio con le orecchie. Insomma un’occasione speciale per rivivere il culto dei morti in maniera completamente nuova e originale e allo stesso tempo contribuire alla salvaguardia del patrimonio storico artistico della città di Napoli.

 

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